30 Settembre 2014 via Bellerio

"Progetto Ambulatori Aperti Regione Lombardia"

Relatore dr Fulvio Odinolfi Direttore sanitario ICP Milano Analisi dei dati aziendali. Gruppo Sanità Milano.

La regione Lombardia dal 2013 sta lavorando alla riduzione delle liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali diagnostiche e le visite specialistiche. Vari provvedimenti hanno messo a disposizione risorse per tale progetto che dopo una fase sperimentale (14 aziende) da settembre 2014 è diventato strutturale (fino al 31 dicembre 2014 sono 232 le strutture interessate).
Le risorse (15 milioni di euro-la metà di quanto ha investito il Veneto) sono finalizzate All'AUMENTO DELLE PRESTAZIONI EROGATE in orario serale nei giorni feriali e al mattino di sabato e domenica SENZA NESSUNA VALUTAZIONE DELL'APPROPRIATEZZA DELLA DOMANDA per “azzerare le liste di attesa”.
Nella fase sperimentale hanno partecipato 14 aziende ospedaliere 36.000 circa le prestazioni eseguite su un totale di 56.000 prenotate.

  • 53% ore serali giorni lavorativi
  • 41% sabato
  • 5,3% domenica mattina

Le prestazioni più richieste

  • ECO ADDOME COMPLETO
  • RMN RACHIDE LOMBO SACRALE
  • VISITA OCULISTICA

A Milano la sperimentazione è stata condotta dagli Istituti Clinici di Perfezionamento in un unico ambulatorio in area centrale di Milano con ottimi risultati.
ANALISI DATI, scarica diapositive -> a questo link

  1. Nelle agende tradizionali l’età prevalente è quella 65-75 anni
  2. In ambulatori aperti 45-60 anni e un discreto aumento della fascia 70-80 (con accompagnatore) 
  3. Buono il rapporto fra prenotazione ed erogazione (DROP-OUT) 10% medio

I dati critici emersi in discussione

ICP gestisce i poliambulatori milanesi con personale medico a contratto flessibile (ex SUMAI) che permette una meno difficile organizzazione del lavoro.
Qualche sofferenza per avere personale infermieristico e tecnico.
Difficile organizzare con personale ospedaliero spesso sovrautilizzato (dato CERGAS: riduzione delle risorse sanitarie lombarde del 20% negli ultimi 6 anni)
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Non è stata presa in considerazione la CONGRUITÀ E APPROPRIATEZZA DELLA DOMANDA Le risorse parrebbero insufficienti per la messa a regime dell’iniziativa in quanto MAGGIORE OFFERTA = MAGGIOR DOMANDA in un mercato imperfetto in cui NON esiste controllo della domanda (ad eccezione dei ticket che al momento sono il solo freno all’abuso delle prestazioni spesso costosissime e talvolta inutili alla diagnosi o alla terapia (MEDICINA DIFENSIVA)

Possibile shift della domanda ad orari “più comodi” con minimi aumenti delle prestazioni totali ma con sensibili aumenti dei costi gestionali e conseguenti aggravi di bilancio aziendali.